SOS A UN BRAVO TRIPPOLOGO di Pietro Paolo Capriolo
S.O.S. ad un bravo “trippologo”
Mi sia consentito lo sfogo.
Basta con questa compassione per chi ha scarsi stimoli produttivi!
A tutte le ore (anche durante i pasti) la pubblicità ci propina qualche prodotto per ammorbidire le feci e dare sollievo da quello che il Boccaccio chiamava peso superfluo del ventre.
Per onor del vero, c’è anche un po’ di pietà per chi soffre di improvvisi eventi diarroici, ma l’ambientazione è sempre riferita ad eccezionalità: viaggi, reazioni psicosomatiche, malattia, antibiotici… Non è una consuetudine.
Quegli altri possono mangiare di tutto, perfino fagioli, ananas e… prugne. Me ne concedo una all’anno per non dimenticarne il sapore di quando scuotevo l’albero per farle cadere nell’infantile inconsapevolezza di maneggiare un’arma biologica! Sono un mini-produttore di Kiwi (tre piante) e, quando ne mangio uno per la vitamina C, subito gli mando dietro una mela renetta per contrastare l’effetto spazzacamino di tutti quei semini.
Loro anche il pepe si possono permettere, ché stimola. La bustina acquistata negli anni ’70 mi guarda beffarda e tentatrice dallo scaffale ben conscia, pur scaduta da decenni, del suo maliardo potenziale irritante.
Poi bisognerebbe bere 1,5 – 2 litri di acqua al giorno. Un muratore che impasti gesso o calce con acqua in proporzione di tre, quattro volte in più della polvere, produrrebbe una brodaglia inconsistente che scappa da tutte le parti. Allora, quanti Kg di secco dovremmo introdurre?
Ci ho scherzato un po’, ma è una faccenda seria.
