UNA BUONA NOTIZIA PER LA SCUOLA DALLA SVEZIA! di Letizia Gariglio

Inversione di rotta dalla Svezia, finalmente! 200 milioni di euro stanziati per la reintroduzione nelle scuole di libri cartacei, di quaderni e di penne, limitazione del tablet e della digitalizzazione scolastica. Si tratta di una vera e propria conversione analogica: finalmente una vera rivoluzione analogica! Almeno in Svezia si è finalmente compreso che  l’uso dei dispositivi digitali è controproducente per l’esercizio della memoria, per la capacità di concentrazione e in ultima analisi per i risultati dell’apprendimento.  Non basta: è prevista l’eliminazione dei cellulari a scuola in tutto il paese anche se usati a scopo didattico. 

Si è finalmente compreso che il calo delle competenze degli allievi è dovuto alla eccessiva esposizione agli schermi, che il declino accademico è da imputarsi a computer, tablet e telefonini, che bisogna ritornare alla lettura su carta, alla scrittura manuale su carta. I test nazionali e internazionali hanno fatto comprendere che la capacità di comprensione del testo anche nelle scuole svedesi è via via diminuita sempre di più e si è finalmente ammesso che ciò è dovuto all’uso massiccio della digitalizzazione. Il governo ha dovuto ammettere che le capacità degli allievi, non solo negli aspetti umanistici dell’apprendimento, ma anche in matematica e nelle materie scientifiche, erano crollati negli ultimi anni.  

Il Karolinska Institutet di Solna (Stoccolma) afferma che la digitalizzazione non fa che frammentare l’attenzione e ostacola la capacità cerebrale di elaborare informazioni complesse: solo scrivere a mano e leggere su carta (e non sullo schermo) attiva percorsi neuronali necessari per apprendere. Lo stesso ente rileva negli alunni adolescenti una sorta di analfabetismo di ritorno, che non si limita ad esprimersi settorialmente  ma diviene complessivamente cognitivo.

Ciò che da anni insegnanti di tutto il mondo affermano trova finalmente un riscontro nelle scelte di un Paese, riabilitando, un questo modo, ciò che ogni insegnante ha personalmente sperimentato, in via diretta con i propri allievi.

Esaltati dalla digitalizzazione si è per anni trascurata, anche nella scuola primaria, (non certo solo in Svezia!), l’importanza della scrittura a mano, la quale è in grado di creare la connessione tra corpo e mente, fra capacità motoria e capacità mentale, e di stimolare la neoplasticità e la connettività cerebrale. Lo stesso gesto di tracciare in modo fisico le lettere, organizzandole in parole e frasi, segna un percorso neurale, indispensabile per lo sviluppo cognitivo; il processo di tracciare a mano influenza profondamente i processi mentali, e il rapporto fra parola scritta a mano e pensiero è indissolubile per realizzare l’apprendimento: insomma è il gesto grafico che fa la differenza.

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