L’ARTE E LA SCIENZA SONO LIBERE? di Letizia Gariglio

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Una risposta

  1. matteo ha detto:

    Sono d’accordo nel sostenere che due immunologi non possono fare testo nell’ambito delle scienze per il fatto che l’ immunologia è ancora del tutto inesplorata, tutto quello che sappiamo è che il sistema immunitario scatena a volte delle malattie cosiddette autoimmuni delle quali poco si sa come trattarle e men che meno come prevenirle.
    In quanto a prevenirle la cosiddetta scienza non ha mai fatto un grande sforzo, occorre sempre un po’ di carne al fuoco e quindi ben vengano queste malattie che poi ci pensiamo noi a trattarle con i protocolli ufficiali, proprio quelli che i nostri due vorrebbero ergere a scienza esatta per combattere i vari pazzi o Galilei che siano coloro i quali si permettono di indicare nuove vie che sebbene anch’esse inesplorate e a volte empiriche hanno però il merito di smuovere l’ immobilità creata da patti tra scienza e spada. Diciamocelo i sistemi alla Franceschiello di Borbonica memoria prima o poi sono destinati a cadere qualunque sia lo sforzo per sostenerli. Non voglio fare comunque di tutt’ erba un fascio, riconosco la bontà e l’abnegazione di gran parte degli scenziati. Quello che da fastidio è la paura verso il nuovo che incombe e la bieca volontà di sotenere lo status quo farmacologico dei protocolli ufficiali, non parliamo delle farmacie che fanno pubblicità per vendere a vele spiegate ed hanno in esposizione prodotti che sembrano tutto meno che farmaci efficaci ma qui usciamo dal seminato…

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