COM’È DIVENTATO DIFFICILE “FARE” LA SCUOLA! di Letizia Gariglio

Con la riapertura delle scuole, si riaprono alcune domande oziose, talvolta assurde, che tuttavia contribuiscono a rendere pesante il clima scolastico, che si arricchisce via di elementi burocratici, a scapito dei reali contenuti dell’insegnamento e dell’apprendimento.

Alcuni interrogativi assurdi riguardano la questione della privacy.

Una fra le più superflue domande riguardano il tema in classe: il tema in classe viola, oppure no, la privacy dell’allievo? No, vi prego, non sganasciatevi dalle risate. Malgrado l’ovvia risposta il mondo scolastico può attenersi al vademecum del 2025 La scuola a prova di privacy, e applicare quel giusto equilibrio, evitando richieste, nel titolo dei temi, di esposizione di informazioni personali e familiari o in ogni caso appartenenti alla sfera squisitamente privata.

Sulla questione dell’uso a scuola di smartphone e tablet il Ministero dell’Istruzione è già intervenuto in precedenza con una certa chiarezza: nessuna foto, audio e video riguardanti le persone possono essere diffuse se non con il permesso dell’interessato. Molta attenzione occorre sia riservata a social network e  forme diverse di messaggistica.

Meno chiara è la questione chat di classe o di gruppo, perché queste non fanno parte delle attività istituzionali della scuola. Però vengono utilizzate, eccome. E, a mio parere, è lì che si coltivano i covi di serpenti, i pettegoli e i pettegolezzi, che sono a un passo dal divenire maldicenze. Personalmente ritengo che proprio nel caso delle chat senza patria né padrone, il Garante dovrebbe intervenire eliminandone la diffusione. Ma tant’è… Ci si limita ad invitare alla prudenza nel condividere sentimenti, emozioni, immagini e video, che potrebbero costruire anche in senso distorto o negativo, l’identità dello studente.

Sebbene non necessariamente  fra chat e cyberbullismo ci debba essere relazione diretta, fra di essi il passo è breve. Sulla questione del cyberbullismo il Garante è duro: insulti, sexting, revenge por, commenti odiosi sulla persona, sulla sua vita privata, sulle sue abitudini sessuali… devono essere con forza respinte e denunciate.

Vi ricordate quando un tempo si aspettava la fine dell’anno scolastico e la pubblicazione dei risultati su un tabellone (fisico e cartaceo) posto selle pareti dell’atrio della scuola? Scordatevelo per sempre, scordatevi l’allegra e nel contempo preoccupata calca degli studenti, piccoli e grandi, di fronte alla grande bacheca: non tornerà mai più, la pubblicazione degli esiti resta vietata, ovviamente anche on line, dal momento che, una volta entrati in rete, i dati potrebbero compromettere la privacy degli studenti.

Quanto ai voti essi durante l’anno saranno comunicati per mezzo del registro elettronico nell’area riservata al singolo studente, dotata di pass per lui, se maggiorenne, o per la famiglia, se minorenne.

Rimane apertissima la questione dell’Intelligenza Artificiale, i cui strumenti possono essere di aiuto nello studio, ma anche sostituirsi allo studenti nelle produzioni personali.

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