PAROLE IN-CROCIATE. DEUS VULT di Letizia Gariglio
Poco dopo la partenza dei crociati per la guerra santa (in Iran), il comandante in capo della spedizione (e non solo) è stato benedetto da un gruppo di venti leader religiosi evangelisti che l’hanno attorniato per pregare per lui, imponendo le mani su di lui e chiedendo la protezione e la grazia del Signore. Il video relativo all’evento è stato virale. Inutile negare che l’episodio in molti ha destato un certo sconcerto; tuttavia l’idea di chiedere protezione a fronte di una guerra non è nuova, e a me è subito saltato alla mente un altro discorso del passato, la cui piena finalità era, per l’appunto, il sostegno non solo morale ma divino per chi lasciava la propria terra per combattere in Terra Santa. Anche in quel caso, oh, oh, i nemici erano indicati come i “Persiani”.
Così è nata l’idea di giocare un po’ teatralmente e ho costruito una breve scena in cui le parole pronunciate a Clermont per bocca di papa Urbano II nell’anno 1095, alla partenza dei soldati per la prima Crociata, vengono attribuite ai personaggi dei Consiglieri, si mescolano e si incrociano con le parole odierne dei pastori statunitensi, pronunciate dai personaggi dei Pastori. Nella scena si presenta anche una consigliera, Paula, che, invasata dal dio della guerra, pronuncia, guarda caso, le identiche parole dette dalla pastora Paula White-Cain, consigliera spirituale di Trump e Capo dell’Ufficio della Fede alla Casa Bianca, dette il 4 novembre; il personaggio assume toni da sacerdotessa posseduta da un dio chiaramente versato verso il male ( ma tutti potranno ammirare nella realtà della Rete, se non l’avessero già fatto, la consigliera spirituale di Trump mentre pronuncia parole bellicose contro il nemico, prendendosela ripetutamente con un tavolo davanti a lei in modo ossessivo. Ecco il testo delle “Parole in-crociate“.
I, CONSIGLIERE: Voglio che sappiate quale necessità vostra e di tutti i fedeli ci abbia qui attratti. Da Gerusalemme e da Costantinopoli è pervenuta e più d’una volta è giunta a noi una dolorosa notizia: i Persian, gente tanto diversa da noi, popolo affatto alieno da Dio, stirpe dal cuore incostante e il cui spirito non fu fedele al Signore, ha invaso le terre di quei cristiani, le ha devastate col ferro, con la rapina e col fuoco e ne ha in parte condotti prigionieri gli abitanti nel proprio paese, parte ne ha uccisi con miserevole strage, e le chiese di Dio o ha distrutte dalle fondamenta o ha adibite al culto della propria religione.
II, PASTORE: [imponendo le proprie mani verso il Presidente, a benedirlo, insieme a tutti i presenti]: Siamo onorati di essere qui oggi alla vostra presenza, per sollevare le braccia del nostro Presidente. Preghiamo affinché la Tua benedizione e il tuo favore continuino a riposare su di lui.
III, CONSIGLIERE: Abbattono gli altari dopo averli sconciamente profanati, circoncidono i cristiani e il sangue della circoncisione lo spargono sopra gli altari o lo gettano nelle vasche battesimali.
IV, PASTORE: Preghiamo affinché la saggezza del cielo inondi il suo cuore, la sua mente e, Signore, lo guidi in questi tempi difficili che stiamo affrontando oggi.
V, CONSIGLIERE: A quelli che vogliono condannare a una morte vergognosa perforano l’ombelico, strappano i genitali, li legano a un palo e, percuotendoli con sferze, li conducono in giro, sinché, con le viscere strappate, cadono a terra prostrati.
VI PASTORE: Prego per la Tua grazia e la tua protezione su di lui.
VII CONSIGLIERE: Altri fanno bersaglio con le frecce dopo averli legati ad un palo; altri, fattogli piegare il collo, assalgono con le spade e provano a troncare loro la testa con un sol colpo. Che dire della nefanda violenza recata alle donne, della quale peggio è parlare che tacere? …Questa regale città posta al centro del mondo, è ora tenuta in soggezione dai propri nemici e dagli infedeli, è fatta serva del rito pagano. Essa alza il suo lamento e anela ad essere liberata e non cessa d’implorare che voi andiate in suo soccorso. Da voi più che da ogni altro essa esige aiuto poiché a voi è stata concessa da Dio sopra tutte le stirpi la gloria delle armi. Intraprendete dunque questo cammino in remissione dei vostri peccati, sicuri dell’immarcescibile gloria del regno dei cieli.
VIII, PASTORE: Prego per la Tua grazia e protezione per le nostre truppe e tutti i nostri uomini e donne che prestano servizio nelle nostre forze armate.
IX, CONSIGLIERE: Il regno dei Greci è stato da loro già tanto gravemente colpito e alienato dalle sue consuetudini, che non può essere attraversato con un viaggio di due mesi. A chi dunque incombe l’onere di trarne vendetta e di riconquistarlo, se non a voi, cui più che a tutte le altre genti Dio concesse insigne gloria nelle armi, grandezza d’animo, agilità nelle membra, potenza d’umiliare sino in fondo coloro che vi resistono?
X, PASTORE: Padre, Ti preghiamo solo di continuare a dare al nostro presidente la forza di cui ha bisogno per guidare la nostra grande nazione.
XI, CONSIGLIERE: Si risveglino gli animi vostri ad azioni che emulino le gesta dei vostri antenati, la probità e la grandezza del vostro re Carlo Magno e di Ludovico suo figlio e degli altri vostri sovrani che distrussero i regni dei pagani e ad essi allargarono i confini della Chiesa. Soprattutto vi sproni il Santo Sepolcro del Signore Salvatore nostro, ch’è in mano d’una gente immonda, e i luoghi santi, che ora sono da essa vergognosamente posseduti e irriverentemente insozzati dalla sua immondezza. O soldati fortissimi, figli di padri invitti, non siate degeneri, ma ricordatevi del valore dei vostri predecessori.
XII PASTORE: [non riesce a parlare, sovrastato dalle urla della sacerdotessa invasata dal dio della guerra. È costretto a tacere].
XIII CONSIGLIERE: [si fa strada con la propria voce sugli strepiti della sacerdotessa posseduta] Cessino dunque i vostri odi intestini, tacciano le contese, si plachino le guerre e si acquieti ogni dissenso ed ogni inimicizia. Prendete la via del santo Sepolcro, strappate quella terra a quella gente scellerata e sottomettetela a voi: essa da Dio fu data in possessione ai figli di Israele; come dice la Scrittura, in essa scorrono latte e miele.
XIV, PASTORE: [Viene messo a tacere dai gemiti e dagli sproloqui della XX Consigliera, che batte pugni su una tavola vicina al presidente e contemporaneamente si batte ii petto. Ormai è chiaro a tutti che un dio vuole parlare attraverso di lei].
XV, CONSIGLIERE: [si fa strada con la propria voce fra i lamenti nemmeno troppo soffocati della White-Cain, i suoi singhiozzi, i sospiri, i gridi soffocati, le sue invocazioni al suo dio della guerra] Gerusalemme è l’ombelico del mondo, terra ferace sopra tutte, quasi un altro paradiso di delizie; il Redentore del genere umano la rese illustre con la sua venuta, la onorò con la sua dimora, la consacrò con la sua passione, la redense con la sua morte, la fece insigne con la sua sepoltura.
XVI, PASTORE: [Indifferente alle agitazioni che lo attorniano] Mentre torniamo a essere una nazione, sotto Dio, indivisibile, con libertà e giustizia per tutti, preghiamo, affinché la Tua benedizione celeste sia su di lui, nel nome di Gesù.
XVII, CONSIGLIERE: [continuando il discorso su Gerusalemme] E proprio questa regale città posta al centro del mondo, è ora tenuta in soggezione dai propri nemici e dagli infedeli, è fatta serva del rito pagano. Essa alza il suo lamento e anela ad essere liberata e non cessa d’implorare che voi andiate in suo soccorso. Chiunque vorrà compiere questo santo pellegrinaggio e ne avrà fatto promessa a Dio e a lui si sarà consacrato come vittima vivente santa e accettevole, porti sul suo petto il segno della croce del Signore; chi poi, pago dei suo voto, vorrà ritornarsene, ponga alle sue terga; sarà così adempiuto il precetto che il Signore dà nel Vangelo: “Chi non porta la sua croce e non viene dietro di me non è degno di me”.
XVIII, PASTORE [viene interrotto dalla urla della pitonessa, la pastora presente al rito di benedizione, che invoca l’intervento del dio della guerra, invasata da lui, mentre il Pastore, senza successo, cerca di calmarla. Deve rinunciare a parlare, visibilmente contraddetto].
XIX, CONSIGLIERE: [Prende la parola fra un gemito e l’altro della sacerdotessa in preda al delirio “sacro”. Il suo tono è teso a incitare gli ascoltatori] Se il Signore Iddio non avesse ispirato i vostri pensieri, la vostra voce non sarebbe stata unanime; quantunque essa abbia risuonato con timbro diverso, unica fu tuttavia la sua origine: Dio che l’ha suscitata, Dio che l’ha ispirata nei vostri cuori. Sia dunque questa vostra voce il vostro grido di guerra, dal momento che essa viene da Dio. [Il volume della sua voce è al massimo] Quando andrete all’assalto dei bellicosi nemici, sia questo l’unanime grido di tutti i soldati di Dio: “Dio lo vuole! Dio lo vuole!”: DEUS VULT!
XX, CONSIGLIERA, [in preda a un raptus di abituale follia]: Noi dobbiamo colpire, colpire, colpire, colpire, colpire, colpire, colpire, colpire, colpire, colpire, [lo ripete dieci volte] fin che avrai la vittoria per ogni nemico schierato contro di te, lascia che colpiamo il suolo per te, fin che tu ci darai la vittoria, Dio. Sento il suono di una pioggia abbondante, sento il suono della vittoria. Il signore Dio dice che è fatta. Sento la Vittoria Vittoria Vittoria Vittoria [parola ripetuta 4 volte] negli angoli del paradiso, per gli angeli che stanno venendo liberati ora, gli angeli stanno venendo inviati proprio ora. [Distrutta dall’invasamento divino sviene fra le braccia di Donald].
Il rito è terminato.
