IL FASCINO DISCRETO DELLA LETTERA H di Grazia Valente

Non sappiamo se sia la stessa cosa per voi, ma a noi la lettera H è sempre parsa una lettera dell’alfabeto particolarmente interessante. 

Per cominciare, è l’unica lettera che esiste anche se non parla. Nessun’altra può permettersi il lusso di restare muta e, ciononostante, avere un suo ruolo ben definito. Ci riesce quindi difficile comprendere il motivo per il quale, quando si vuole definire qualcuno di particolarmente refrattario a comprendere qualcosa, si usi l’espressione: non ne capisce un’acca. Si vorrebbe forse insinuare che qualunque cretino sia in grado di comprendere il profondo significato della lettera H? Se è così, si commette un errore madornale. Infatti la lettera H contribuisce in modo insostituibile a dare suono ad altre lettere, come le consonanti C e G, che, da sole, emetterebbero soltanto suoni flebili e poco impattanti (ebbene sì, vogliamo adeguarci al linguaggio della modernità). 

Ci è sempre parsa inspiegabile la collocazione nell’alfabeto della lettera H tra la G e la I. Sembra quasi che, nel momento di decidere l’ordine delle lettere, ci si sia domandati, come di un ospite arrivato all’ultimo momento con i posti a tavola già assegnati: e questo, dove lo mettiamo? Non che la lettera H si sia lamentata, è molto discreta e, ricordiamolo, sa tacere più di qualsiasi altra. Ma il mistero rimane. 

Noi amiamo questa lettera perché, nonostante sia un po’ trascurata, ha un suo ruolo dopo una singola vocale, esaltandola. Ci riferiamo alle esclamazioni: AH! , EH!, IH!, OH!, UH!. Ciascuna di loro, incredibile, esprime un significato diverso, Se il loro suono venisse  affidato a dei consumati dicitori,  la loro diversità apparirebbe maggiormente accentuata. Ma la lettera H è come un mobile componibile dell’Ikea, la puoi spostare a tuo piacere ed eccola trasformarsi in una lettera fondamentale nella nostra grammatica. Infatti, la lettera H, se posizionata prima delle vocali A e O le trasforma in verbi . E non si tratta di verbi qualsiasi ma verbi fondamentali, vale a dire il verbo Avere.

Ovviamente, non si esauriscono in questi piccoli esempi le prerogative della lettera H, ma non vogliamo essere troppo pedanti e preferiamo lasciare a voi lettori il compito di cimentarvi con questa lettera sobria ed elegante. 

Noi ci limiteremo a sognare l’irraggiungibile per noi lettera H sulla trousse della Maison Hermès.

Potrebbero interessarti anche...