CITATE, CITATE, QUALCOSA RESTERÀ di Grazia Valente

                                                                        

1. La poesia non viene dalle scuole, non so, forse viene da Dio.

(J. Brodskij)

2. Se attraverso la tua condotta e la tua opera non riesci a piacere a tutti, accontentati di piacere a pochi. Piacere a molti è una brutta cosa.

(L. Schefer – citazione posta sulla parte superiore del quadro “Nuda veritas” di G. Klimt)

3. La formazione dei sogni è basata su un processo di condensazione.

Migliaia di fili mette in moto un pedale,

 le spole volano di qua e di là,

invisibili i fili si tessono insieme

e un colpo solo crea mille collegamenti.

(Goethe, Faust – Parte I, scena IV – “Il capolavoro del tessitore”)

4.  Di ragioni per scrivere ce n’è solo una, che è il desiderio, più forte di ogni cosa, di esprimere la propria visione del mondo.

(Amelia Rosselli)

5. Ogni storia nasce da una specie di groppo lirico-morale che si forma a poco a poco e matura e si impone. Si capisce che poi c’è anche la parte del divertimento, del gioco, del meccanismo. Ma questo groppo iniziale è un elemento che bisogna si formi da sé, le intenzioni e la volontà contano poco. Questo vale per tutti i nuclei poetici d’ogni opera narrativa, anche realistica, anche autobiografica, ed è ciò che decide, nel mare delle cose che si possono scrivere, quelle che è impossibile non scrivere.

(Italo Calvino, nel corso di un’intervista)

6. La rarefazione delle parole è un modo per aumentarne il valore e il peso specifico. Come il sussurrare in mezzo a gente che urla.

(Paolo Mauri in un articolo sulla Stampa, a proposito di poesia)

7. L’unico modo per esprimere un’emozione in forma d’arte consiste nel trovare un “correlativo oggettivo”, vale a dire una serie di oggetti, una situazione, una catena di eventi che costituiscono la formula di quella particolare emozione.

(T. Eliot – Il bosco sacro)

8. Ci volle più di un anno per convincere Piero Gobetti a stampare “Ossi di seppia” di Montale. Ecco uno stralcio della lettera di Gobetti  a Montale (1925): 

“Caro Montale, le Sue poesie mi piacciono. Purtroppo però l’esperienza di altri versi mi dice che per un volume di eccezione e di gusto come il Suo c’è in Italia uno scarso pubblico. Mandando ai Suoi amici liste di prenotazione crede che si arriverebbe a qualche risultato? …. Occorrerebbero non meno di 200 prenotazioni a 6 lire ….”

9. Quando la poesia è in crisi, non servono critici, servono poeti.

(Georges Bernanos)

10. A scuola vanno bene e prendono bei voti quei ragazzi che hanno un basso livello di creatività, scarsi impianti emozionali, limitate proiezioni fantastiche, perché, libera da questi inconvenienti, la mente può disporsi più agevolmente a immagazzinare tutte quelle nozioni che si ordinano con rigore e precisione più sono disanimate, meno coinvolgono l’anima, all’insegna di quel risparmio emotivo che rende l’incasellamento delle informazioni molto più agevole.

(Umberto Galimberti su La Repubblica – 7 maggio 1996)

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