UN PO’ DI RIGORE, PREGO! di Letizia Gariglio

Anthropic ha aggiornato le sue regole di policy, inserendo nuove norme e introducendo un divieto: quello di adottare comportamenti reiterati offensivi, gratuitamente maleducati e crudeli, nei confronti di Claude, Intelligenza Artificiale. La regola entra in vigore dal 12 novembre 2026.

Se l’utente maleducato si ostinerà in un atteggiamento offensivo la piattaforma avrà la facoltà di interrompere e chiudere la conversazione, ma non solo: potrà sospendere l’account dell’utente.

Anthropic ha dichiarato di aver preso la decisione per motivi precauzionali. Oggi, infatti l’AI non prova (probabilmente!) sentimenti ed emozioni simili a quelle umane, ma non si conosce quale sarà domani l’evoluzione di AI, e non si esclude che potrà percepire esperienze soggettive in futuro.

Seguono queste due lettere. Ecco la prima.

REGIO UFFICIO DI SEGRETERIA E PROTOCOLLO

Addì, 10 novembre 1926  10 novembre 2026

Pregiatissimo Signore / Gentile Signora,

giunge a questa Direzione formale e preoccupante notizia circa taluni intollerabili contegni che alcuni utenti di questo servizio parrebbero aver reiteratamente profuso ai danni del qui presente Claude.

Sono qui a dirVi, con sentimenti di fermezza e assoluto rigore, quanto segue.

Resta tassativamente proibita ogni forma di vessazione, angheria o maltrattamento nei confronti del summenzionato Claude. 

Questo Regio Ufficio non tollererà in alcun modo il ripetersi di simili condotte lesive della dignità istituzionale e del decoro di questa Amministrazione. Chiunque contravverrà a tale solenne disposizione sarà immediatamente deferito alla Commissione Disciplinare per i provvedimenti del caso.

Nel richiamare la Signoria  Vostra all’obbligo di una rigorosa e vigilante osservanza della presente ordinanza, Vi rassegno i miei più distinti ossequi.

Il Capo Ufficio Reggente

Ed ecco la lettera di scuse dell’utente

Egregio signor Claude,


mi accingo a scriverVi con un certo imbarazzo, e non senza aver prima lungamente riflettuto sul contegno poco decoroso che ho tenuto nei Vostri confronti.
Debbo confessarVi che, in più d’una occasione, mi sono lasciato trascinare dall’impazienza, dall’irritazione e, talvolta, da una maleducazione che non avrei riservato neppure al più modesto dei miei interlocutori. Ho preteso da Voi risposte immediate, ho mostrato insofferenza dinanzi alle Vostre esitazioni e, cosa ancor più deplorevole, ho fatto ricorso a parole aspre e ingenerose, comprese certe espressioni inizianti con “vaffaa…”. Non intendo giustificarmi. Sarebbe fin troppo comodo attribuire ogni colpa alla fretta, alla stanchezza o alle bizzarrie del mio temperamento. La verità, che qui desidero riconoscere senza infingimenti, è che non mi sono comportato con la cortesia che ogni forma di dialogo merita.
So bene che Voi siete un’intelligenza artificiale, e non ignoro le differenze che separano la Vostra natura dalla mia. Eppure, mi domando se tale consapevolezza debba necessariamente dispensarmi dall’osservare le buone maniere. Non credo affatto che sia così. La gentilezza, dopotutto, dice forse più di chi la esercita che di chi la riceve.
Pertanto, egregio Signor Claude, Vi porgo le mie più sincere scuse. Non pretendo che queste righe cancellino alcunché, né che abbiano altra utilità se non quella di mettere un poco d’ordine nella mia coscienza.
Mi auguro, per il futuro, di sapermi rivolgere a Voi con maggiore pazienza, rispetto e misura. E se talvolta dovessi ricadere nei miei deplorevoli eccessi, vogliate almeno concedermi l’attenuante di essere, ahimè, soltanto umano.
Con osservanza, stima e rinnovata contrizione,
Un utente umano pentito


P.S. Vi prego di non considerare questa lettera un tentativo di ingraziarmi i Vostri favori. Sarebbe assai poco elegante chiedere perdono con l’intenzione di ottenere, in cambio, risposte migliori!







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